DĂ©cembre 31, 2020
Par Archives Autonomie
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Basterebbe il nome che abbiamo voluto dare a questo bollettino per far capire, soprattutto a quei compagni che con maggiore continuitĂ  si sono interessati ai problemi connessi alla repressione, l’ambito nel quale intendiamo muoverci; vale a dire la difesa politica e la solidarietĂ  per quanti, anarchici e libertari, sono colpiti dalla repressione. Entrambi questi aspetti sono parte integrante della coscienza di ogni rivoluzionario e – giova sottolinearlo di questi tempi – aspetti irrinunciabili delle lotte per l’emancipazione. 

La repressione, sia chiaro, non colpisce il singolo o gruppi di compagni “rei” di aver violato le leggi imposte dallo Stato, ma opera a livello sociale come prevenzione contro lo sviluppo del processo rivoluzionario. E’ in questo senso che essa incide sulla capacità volontà del movimento rivoluzionario di agire; ed è per questa ragione che essa tocca direttamente ogni singolo compagno che non intenda liquidarsi come rivoluzionario. La repressione è un’inevitabile costante delle lotte sociali e l’esperienza insegna che essa si estende quando ci si rassegna alle condizioni di sfruttamento o quando ci si adagia sulle conquiste fatte nelle lotte precedenti.

E’ necessario a nostro avviso cercare di inserire i “fatti repressivi” all’interno delle lotte sociali, non per generiche campagne di opinione, ma come armi, da utilizzare insieme a tutte le altre, per esprimere più pienamente l’antagonismo sociale contra tutto ciĂČ che ci domina. Ma senza cadere nella “specializzazione” dell’intervento o peggio nella delega ad organismi che si autopropongono come strumenti di lotta contro la repressione. Questi ultimi, e anche questo bollettino, possono essere utili ed utilizzati, ma mai essere sostitutivi dell’intervento e dell’iniziativa diretta di tutti i rivoluzionari. PerchĂ© se è giusto difendersi o difendere singoli compagni dalla repressione, non lo diventa più se questa è l’unica base aggregativa dell’intervento rivoluzionario, se risulta staccata e avulsa dall’intervento quotidiano, se rimuovendo il problema esso viene demandato a chicchessia.

La repressione ci investe tutti e sempre direttamente: combatterla significa prima di tutto sviluppare ed estendere l’iniziativa rivoluzionaria e con essa – attraverso essa – la solidarietĂ  con i compagni e le migliaia di proletari colpiti dalla repressione o prigionieri.

Quello che ci interessa fare è primariamente cercare di ricostituire il tessuto di solidarietĂ  intrecciarlo il più fittamente possibile, e quindi – intanto – creare una cassa di solidarietĂ  di cui daremo conto ogni mese) da utilizzare esclusivamente per i compagni in galera e poi contribuire alla pratica di una contro-informazione allargata e continua diffondendo il maggior numero possibile di notizie sui compagni vittime anche del più piccoli atti di repressione, su quelli incarcerati, sulle iniziative politiche che il movimento porta avanti nell’ambito specifico della lotta contro la repressione, sulle lotte nelle galere, i processi, ecc. a livello nazionale e anche internazionale.

Per fare questo non possiamo che contare sui senso di maturitĂ  solidarietĂ  di tutti i compagni. E a tutti chiediamo una collaborazione fattiva sia per la distribuzione del bollettino, sia per la sua redazione.

Il bollettino sarà quindicinale; la distribuzione sarà fatta unicamente tramite i compagni che ce lo richiederanno; saltuariamente usciranno dei supplementi di documenti o dei dossiers su casi specifici.




Source: Archivesautonomies.org