Loïc condannato a 3 anni, rimane libero per il momento

Testo originariamente pubblicato sul blog di supporto a Loïc: https://laneigesurhambourg.noblogs.org

Il verdetto è finalmente uscito questo venerdì mattina nel processo Elbchaussee. Il tribunale ha preso la sua decisione prima di spiegarla e di dettagliarla a lungo – tre ore di un monologo confuso in cui il presidente ha ammesso il vuoto del fascicolo, la vacuità delle tesi del pubblico ministero e le numerose menzogne della polizia, condannando tre dei cinque imputati a pene sproporzionate.

Loïc è stato condannato a 3 anni di prigione (il procuratore aveva chiesto 4 anni e 9 mesi contro di lui). Non è stato pronunciato nessun ordine di confisca contro di lui, quindi per il momento rimane libero. I 16 mesi di carcere che ha già scontato sono da detrarre da questa pena ed è comune in Germania scontare solo i due terzi della pena durante la prima incarcerazione. Il nostro amico dovrebbe quindi teoricamente tornare in prigione per otto mesi. Detto questo, i suoi avvocati hanno deciso di ricorrere in appello e sono convinti che il procuratore farà lo stesso nelle prossime ore. Essendo questo appello sospensivo, egli rimarrà libero fino a questa seconda sentenza che non dovrebbe aver luogo prima di un anno. Fino ad allora, non gli sarà imposto alcun controllo giudiziario, così potrà finalmente lasciare Amburgo e andare dove vuole senza dover rispondere alla polizia o al sistema giudiziario.

Per quanto riguarda i suoi quattro coimputati, due di loro, minori al tempo del G20 nel 2017, sono stati condannati a 20 ore di lavoro sociale. Gli altri due hanno ottenuto la sospensione condizionale della pena (1 anno e 3 per uno, 1 anno e 5 mesi per l’altro). Gli imputati, tutti condannati pur non essendo stati accusati di fatti concreti, dovranno anche pagare spese processuali che potrebbero raggiungere somme molto elevate data la straordinaria complessità del sistema giudiziario (quasi 70 udienze, 10 avvocati, periti, decine di testimoni, ecc.)

Nelle prossime settimane sarà ancora necessario, nelle prossime settimane, sezionare il lunghissimo giudizio presentato stamattina per capire esattamente le tesi che sono state convalidate dal sistema giudiziario tedesco riguardo in particolare alla presunta complicità di tutte le persone presenti in una dimostrazione verso gli atti che altri producono. Anche la questione dell’identificazione di una persona attraverso le sue azioni rimane al centro di questo caso dopo questa sentenza. Il timore che una tale sentenza venga usata contro la giurisprudenza in Germania e ispiri la giustizia e i poliziotti in altri paesi è più che mai giustificato.

Libertà per tutti e tutte!
Forza e coraggio per i 3 nel cosiddetto caso Parkbank ad Amburgo (due persone sono ancora in prigione e il loro processo continua)!

25/07/2020


Article publié le 25 Juil 2020 sur Bureburebure.info